MADRE - Museo d’Arte Contemporanea Donnaregina di Napoli

    Il primo museo di arte contemporanea situato nel centro storico di una città. Una nuova struttura che va a completare la già ricca offerta del polo artistico e museale esistente, sia nell’arte antica e classica, sia nell’arte contemporanea, in sinergia con le attività delle altre strutture.

    Museo Madre Napoli
    Sala Museo Arte Contemporanea Donna Regina Napoli
    Museo MADRE Napoli

    Info

    NAPOLI (NA)

    via Luigi Settembrini, 79

    tel : 081 19313016

    sito web: clicca quì

    Orario

    lun mer gio ven sab dom

    apertura
    10:00
     
    chiusura
    19:30
     

    Chiuso il martedí L'ingresso è consentito fino ad un'ora e mezza prima della chiusura

    Artecard

    Biglietti

    Intero
    € 8.00
     
    Ridotto
    € 4.00
     

     

    Inaugurato con il chiacchieratissimo e affollatissimo vernissage l’11 Giugno 2005, finalmente Napoli può contare su “MADRe”: una nuova struttura che va a completare la già ricca offerta del polo artistico e museale esistente, sia nell’arte antica e classica, sia nell’arte contemporanea, in sinergia con le attività delle altre strutture (quali il PAN, Castel Sant’Elmo, il Museo Archeologico Nazionale, il Museo Nazionale di Capodimonte e la Galleria dell’Accademia di Belle Arti), integrando con il territorio e con le più interessanti realtà nazionali ed internazionali nel settore dell’Arte Contemporanea.

    Pensato come un ambiente nel quale sono destinati a incontrarsi e fondersi temporalità diverse, il MADRe sorge nel duecentesco “Palazzo Donnaregina”, nel cuore pulsante del centro storico, quasi in un suggestivo contrasto tra la città storica e le nuove tendenze sul panorama artistico internazionale.
    Questo stesso contrasto si riflette anche nel sublime ed impercettibile restauro dell’edificio realizzato dall’architetto Siza che, soprattutto nel ripensamento degli interni, con un intervento sensibile e flessibile, ha lasciato inalterate le atmosfere e gli equilibri propri dello storico palazzo, così che sembra quasi raccogliere, come un antico contenitore, i linguaggi e le visioni contemporanee.
    Dotato di una vera e propria collezione permanente, composta da splendide opere realizzate dai apprezzati artefici del panorama artistico contemporaneo, il MADRe va, senza dubbio, a contribuire (con un apporto energico e di sicuro pregio anche nell’ottica del recupero sociale della zona su cui insiste) nella diffusione dell’Arte Contemporanea a Napoli.
    Il Museo si apre al piano terra in un grande atrio che accede in un’ampia sala in cui si può assistere alla proiezione del filmato-documentario (accompagnato da un’accattivante colonna sonora), realizzato dal regista napoletano Peppi Corsicato, sulla “nascita” del MADRe e delle opere che lo animano.
    Sempre al piano terra, nella sala adiacente, sono esposte le immagini del fotografo napoletano Peppe Avallone, che ricostruisce, con splendide istantanee, i momenti più significativi delle esibizioni d’Arte Contemporanea a Napoli negli spazi pubblici, nell’arco degli ultimi dieci anni.
    Attraverso le immagini delle opere esposte nell’ormai consueto appuntamento con l’Arte Contemporanea in Piazza del Plebiscito, si possono ripercorrere alcune delle installazioni più suggestive del linguaggio artistico contemporaneo quali la “Montagna di Sale” di Mimmo Paladino, il “Labirinto” di Richard Serra o le “Capuzellas” disseminate sul selciato da Rebecca Horn, solo per citarne alcune.

    Il MADRE si trova in via Settembrini 29 Napoli.

    Il museo MADRE di Napoli è noto per ospitare al suo interno le opere più caratteristiche dell’arte contemporanea, nonché quelle di nomi illustri quali Piero Manzoni, Andy Wahrol, Alberto Burri, Lucio Fontana, che hanno fatto la storia dell’arte del Novecento.
    In particolare, una delle opere più famose della carriera di Lucio Fontana è il suo “Concetto spaziale, attese”, datata 1959. La vena artistica di Fontana era improntata verso una ricerca astratto- geometrica per cui il suo essere solito “squarciare” letteralmente le tele significava andare oltre una nuova realtà, far uscire il quadro dalla sua cornice e fare in modo che non ci siano più separazioni tra l’opera materiale e lo spazio in cui essa è inserita.

    Lucio Fontana Concetto spaziale , attese

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