Museo di Palazzo Reale di Napoli

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      NAPOLI (NA)


      piazza Plebiscito, 1


      tel : 848 800 288 - 06 39967050 (dai cellulari e dall'estero)


      email : scrivi


      web : sito ufficiale

       

       

      TimeTable

      orario

       

       


       

      lun mar gio ven sab dom

      apertura
      09:00
       
      chiusura
      19:00
       

      chiuso il mercoledí

      L'ingresso è consentito fino a un'ora prima della chiusura.


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      biglietti

       

       


       

      intero
      € 4.00
       
      ridotto
      (cittadini UE 18/25)
      € 3.00
       
       
       
      gratuito per i cittadini
      UE al di sotto dei 18 - al di sopra dei 65 anni
       

      Il biglietto d'ingresso include l'audioguida disponibile in italiano, inglese e francese.

       

    Il Palazzo Reale di Napoli è stata una delle quattro residenze reali usate dai regnanti borbonici durante il Regno delle Due Sicilie; le altre tre sono la reggia di Capodimonte sopra Napoli, la reggia di Caserta e la reggia di Portici alle pendici del Vesuvio.


    Di dimensioni notevoli, il palazzo si affaccia maestoso sull'attuale Piazza del Plebiscito e fu costruito nel 1600 da Domenico Fontana su commissione dell'allora viceré conte di Lemos. Esso avrebbe dovuto ospitare il re Filippo III di Spagna, atteso a Napoli con la sua consorte per una visita ufficiale che non avvenne mai. Il palazzo divenne la residenza dei viceré spagnoli e poi di quelli austriaci ed, in seguito, dei re di casa Borbone. Dopo l'Unità d'Italia fu eletta residenza napoletana dei sovrani di casa Savoia.

    Durante gli anni 1806-1815 fu arricchito da Gioacchino Murat e Carolina Bonaparte con decorazioni e arredamenti neoclassici, provenienti dalle Tuileries; fu danneggiato da un incendio nel 1837 e successivamente restaurato dal 1838 al 1858 per mano di Gaetano Genovese che ampliò e regolarizzò, senza stravolgerla, l'antica fabbrica.

    Durante quel periodo furono aggiunte alla struttura L'Ala delle Feste e una nuova facciata prospiciente il mare, caratterizzata da un basamento di bugnato e da una torretta-belvedere. Ad angolo con il Teatro San Carlo fu invece creata una piccola facciata in luogo del Palazzo Vecchio di don Pedro de Toledo.

    Nel 1888, per volere di Umberto I, le nicchie esterne furono occupate da gigantesche statue dei re di Napoli: Ruggero il Normanno, Federico II di Svevia, Carlo I d'Angiò, Alfonso I d'Aragona, Carlo V d'Asburgo, Carlo III di Borbone, Gioacchino Murat e Vittorio Emanuele II di Savoia.

    Nel 1922 fu deciso (con Decreto del Ministro Anile) di trasferirvi la Biblioteca Nazionale (fino allora nel palazzo del Museo); il trasferimento dei fondi librari fu eseguito entro il 1925.

    I bombardamenti subiti durante la Seconda guerra mondiale e le successive occupazioni militari causarono al palazzo gravissimi danni che resero necessario un restauro ad opera della Soprintendenza ai Monumenti.


    La facciata

    La facciata a basamento porticato con due ordini di finestre è lunga 169 metri, nel suo centro sono evidenti gli stemmi reali e vicereali. Essa conserva le forme classicheggianti originarie, fatta eccezione di quelle del portico, dove nella seconda metà del Settecento, per opera del Vanvitelli, furono chiusi alternativamente i varchi per aumentare la solidità dell'edificio, dando vita ad arcate chiuse a nicchie.
    In seguito, con i restauri dell'Ottocento, furono aggiunte a entrambe le estremità della facciata due arcate cieche sormontate da una terrazza.

     

    Cortili - Fontana della Fortuna

    Entrati nel Palazzo si accede al Cortile d'Onore che conserva l'impronta architettonica di Domenico Fontana. Di fronte allo stesso cortile, vi è una fontana ottocentesca con la statua della Fortuna.
    L’Italia turrita e stellata, 1861
    Da sinistra del lato orientale del cortile d'Onore, si giunge al cortile delle carrozze, adibito proprio al passaggio delle stesse ed in cui è presente anche l'omonima fontana, ed al cortile del belvedere. Un altro cortile è situato all'ingresso laterale del palazzo posto di fronte alla Galleria Umberto I. Il suddetto spazio ospita la scultura l'Italia turrita e stellata di Francesco Liberti ed il giardinetto circostante è il giardino d'Italia, realizzato da Gaetano Genovese tra il 1838 ed il 1840.
    Altri giardini, i giardini pensili, sono posti al primo piano dell'edificio e offrono una splendida vista sul porto di Napoli e sul Vesuvio.
    Infine, partendo sempre dal cortile d'Onore, sul lato sinistro si giunge all'appartamento reale, tramite il sontuoso scalone monumentale, ed ai giardini reali.

     

    Appartamento Reale

    È adibito a museo con il nome di Appartamento Storico dal 1919. Durante la visita si possono ammirare le stanze reali di etichetta al Piano nobile, che non hanno subito alcun cambiamento.

    Negli anni settanta del Novecento alcune stanze sono state adibite a galleria di opere d'arte e ordinate in base a criteri tematici e storico–stilistici.

    Le stanze e gli arredi usati più quotidianamente non ci sono giunti, per i gravi danni e le spoliazioni subite dal palazzo durante l'ultima guerra. Essa ha danneggiato anche i parati borbonici, rifatti nella metà del XX secolo sugli stessi telai antichi delle Seterie Borboniche della Fabbrica di San Leucio presso Caserta. Le testimonianze più importanti della decorazione seicentesca d'origine sono gli affreschi di soggetto storico di gusto tardo-manierista che abbelliscono le sale più antiche con cicli di pitture destinate ad esaltare gloria e fortuna degli spagnoli vincitori.
    L'appartamento reale conta trenta sale, ventinove delle quali si susseguono in successione, mentre una, il teatrino di corte, si sviluppa in un ambiente a parte.

    Teatrino di corte
    Allestito da Ferdinando Fuga nel 1768, anche se fu molto danneggiato nell'ultima guerra (la volta, della metà del XX secolo, vede scomparire gli affreschi settecenteschi di Antonio Dominici), conserva le originarie dodici statue in cartapesta e gesso dello scultore Angelo Viva raffiguranti Apollo, Minerva, Mercurio e le nove Muse. Il Teatrino ospitò rappresentazioni delle opere di Paisiello e Cimarosa.

    Si passa nella sala successiva attraverso due delle oltre cinquanta porte di legno dipinte, opera di un ignoto ornamentista vissuto tra il Settecento e l'Ottocento, su fondo d'oro e decorate con eleganti motivi fantastici, vegetali e animali, di gusto pompeiano.


    Giardini reali

    L'area dei Giardini è stata adibita al verde già dal XIII secolo al tempo della dinastia angioina.
    Nel periodo dei viceré è stata invece sistemata a parco e arricchita con statue, viali e "giardini segreti".
    Nella metà del XIX secolo l'architetto Gaetano Genovese condusse i lavori di ampliamento e restauro del palazzo, e affidò i giardini alle cure del botanico Federico Corrado Denhart, il quale inserì numerose magnolie, lecci e piante rare, quali ad esempio la Persea Indica, la Strelitzia Niccolai, la Cycas Revoluta. Fu così che il Giardino acquistò un nuovo aspetto "all'inglese" e divenne meta ambita dei visitatori.

    Alle trasformazioni ottocentesche dobbiamo anche l'inserimento di una cancellata in ferro a lance a punta dorata che introduce a un viale delimitato dalle statue dei Palafrenieri, donate dallo Zar Nicola I e più note col nome di Cavalli di Bronzo, e inoltre un altro giardino di piccole dimensioni: Il Giardino d'Italia, sul lato di Piazza Trieste e Trento, che è decorato con camelie e "palme di San Pietro" e presenta al centro L'Italia, scultura marmorea di Francesco Liberti.

    In fondo ai Giardini vi sono le Scuderie Ottocentesche, fiancheggiate dal maneggio degli anni ottanta di quel secolo e adibite attualmente ad uso espositivo.

     Per meglio visitare il Museo di Palazzo Reale di Napoli consigliamo di farlo in compagnia di Insolitaguida Napoli ( tel 338 965 22 88 oppure visita il sito web www.insolitaguida.it).

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