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Villa Floridiana

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    NAPOLI (NA)


    via Cimarosa 77


    tel : 081 294980


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Villa Floridiana Napoli Villa Floridiana Napoli

Una straordinaria sintesi tra gli elementi tipici del giardino all'italiana e le soluzioni prospettiche del giardino inglese, frutto dell'avvicendarsi di due diversi curatori: Antonio Niccolini, prima, e Friderich Dehnhardt, poi.

Il parco è una scenografica alternanza di fitti boscetti e sinuosi sentieri, impreziositi da pini, lecci, siepi, platani, palme, bossi e una ricca collezione di camelie. Ad accrescere l'atmosfera romantica del parco, finte rovine, statue e fontane in puro stile neoclassico.La villa ospita il Museo Nazionale delle Ceramiche Duca di Martina. Particolarmente suggestivo il Teatrino della Verzura, un originale e raro esempio di architettura del verde.

 

Storia

Nel giugno 1815 Ferdinando IV di Borbone acquistò per la moglie Lucia Migliaccio, duchessa di Floridia e, precedentemente, vedova del principe Benedetto III Grifeo di Partanna, la tenuta del principe Giuseppe Caracciolo di Torella, ampio appezzamento sulla collina del Vomero, dove si ergeva una imponente villa che, in onore della moglie, chiamò Floridiana.

L’acquisto da parte del Re, nel 1817, di proprietà confinanti fece guadagnare alla villa un nuovo ingresso in direzione di Chiaia. L’architetto Antonio Niccolini ebbe l’incarico di ristrutturare la vecchia costruzione e tra il 1817 e il 1819 realizzò la villa in stile neoclassico e l’ampio parco di stile romantico.

Viali e sentieri furono sistemati a verde dal direttore dell’Orto Botanico Friedrich Dehnhardt che ornò il parco con 150 specie di piante tra cui lecci, pini, platani, palme, bossi e una ricca collezione di camelie.


Descrizione

La villa presenta una semplice pianta rettangolare arricchita da due brevi ali destinate a locali di servizio. La facciata settentrionale, rivolta a monte, si sviluppa linearmente su due piani e, benché sia quella principale, si presenta in modo estremamente sobrio. La facciata rivolta a mezzogiorno, invece, in virtù del forte scoscendimento del terreno, si articola su tre piani e prospetta direttamente sul mare. Nella progettazione di tale facciata il Niccolini coniugò l’impiego di materiali e di stili fra loro diversissimi: ad un piano terreno costruito in scura pietra lavica egli contrappose i due piani sovrastanti con finiture di stucco bianco. Su di una parte basamentale quindi si innesta una struttura neoclassica che termina con un semplice attico balaustrato, sormontato al centro da una meridiana inserita fra due cornucopie.

Le porte-finestre del secondo piano presentano una singolare centinatura ispirata al capitello ionico, così come ionici sono i capitelli delle quattro lesene che, in corrispondenza della parte centrale della facciata ne interrompono la piattezza.

Una scala a tenaglia divisa in due rampe simmetriche si protende verso lo scenografico scalone marmoreo che rappresenta il tramite simbolico tra la villa e il parco.

 

Il parco

Il parco è una scenografica alternanza di tortuosi sentieri e ombrosi boschetti, bellissimo quello di camelie, con ampie zone occupate da praterie e aperte verso il golfo, in un’affascinante sintesi di elementi geometrici tipici del giardino all’italiana e di soluzioni prospettiche del giardino all’inglese.

Ad accrescere l’atmosfera romantica e pittoresca del parco, Niccolini inserì una serie di finte rovine, statue ed elementi architettonici, in parte ancora esistenti. Ricordiamo fra l’altro il Tempio ionico, bianco padiglione a pianta centrale che, posto al margine estremo del giardino a terrazza, inquadra con le sue colonne splendide vedute cittadine; il Teatrino della verzura, struttura a pianta ellittica delimitata da una bassa siepe di mirto, da quinte arboree sulla scena e da una doppia gradinata di piperno nella platea; serragli e grotte che, al fine di soddisfare la passione della duchessa per gli animali esotici, ospitavano uccelli di ogni genere, tigri, orsi, leoni e canguri, questi ultimi frutto di uno scambio con l’Inghilterra costato ben diciotto papiri ercolanesi non ancora svolti.

Nel 1895 il parco, già completato, venne affidato al giardiniere reale a Friedrich Dehnhardt, che ne rimase curatore anche dopo la morte della duchessa. Tra il 1872 e il 1880 il parco subì due importanti modifiche: la prima riguardò la sistemazione di aiuole di lecci e prato inglese nell’ampio parterre ellittico con fontana centrale e statue su cui si affaccia il fronte sud della villa; la seconda riguardò l’interruzione del rettilineo vialone di accesso, con un viale rettilineo che nasconde fino alla fine la vista della villa sullo sfondo del prato centrale.

 Per meglio visitare la Villa Floridiana di Napoli consigliamo di farlo in compagnia di Insolitaguida Napoli ( tel 338 965 22 88 oppure visita il sito web www.insolitaguida.it).

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