Basilica santuario di Santa Maria del Carmine Maggiore

    Vota questo articolo
    (0 Voti)

    Informazioni aggiuntive

    •  

       

      Info

      info

       

       


       

      NAPOLI (NA)


      Piazza Mercato, 2



       

       

       

      TimeTable

      orario

       

       


       

      lun mar mer gio ven sab 

      apertura
      07:00
       
      chiusura
      12:00
       

      apertura
      16:30
       
      chiusura
      19:30
       

      dom

      apertura
      06:00
       
      chiusura
      13:30
       

      apertura
      16:30
       
      chiusura
      19:30
       


      Ticket Counter

      biglietti

       

       


       

      gratuito         
       


       

       

       

       

    Chiesa del Carmine Chiesa del Carmine

    La Basilica Santuario del Carmine Maggiore è una delle più grandi e belle basiliche di Napoli. Risalente al XIII secolo, è oggi un esempio unico del Barocco napoletano; si erge in piazza Carmine a Napoli, in quella che un tempo formava un tutt'uno con la piazza del Mercato, teatro dei più importanti avvenimenti della storia napoletana. Il popolo napoletano ha l'abitudine di usare l'esclamazione "Mamma d'o Carmene", proprio per indicare lo stretto legame con la Madonna Bruna.

    Nella chiesa è venerata un'immagine della Madonna su una tavoletta di legno detta "La Bruna" che, si racconta, un tempo apparteneva a certi eremiti i quali abitavano sul Monte Carmelo, perseguitati dai Saraceni, scesero un giorno a Napoli e, ottenuto il possesso di una chiesetta che sorgeva presso la marina, vi posero dentro l'immagine della Madonna Bruna che la leggenda attribuisce all'apostolo Luca.

    Tra il 1283 e il 1300 la chiesa fu rifatta per una generosa donazione di Elisabetta di Baviera, madre dell'infelice Corradino di Svevia, la quale volle in quel modo ricompensare i monaci del Carmelo per aver custodito le spoglie del figlio dopo la sua decapitazione.

    L'attuale tomba di Corradino fu voluta da un discendente il principe Massimiliano di Baviera, ultimo degli Hohestaufen nel 1847, su disegno del Thorwaldsen, lo scultore romantico danese che tanta fortuna ebbe in Italia nel secolo scorso. In origine il principe fu sepolto dietro l'altare maggiore. Quando nel 1646 il cardinale Filomarino fece abbassare il pavimento dietro l'altare maggiore vennero alla luce due casse di piombo con i resti dello sfortunato principe. Finalmente le spoglie vennero tumulate nella base della statua ed il 14 maggio 1847 furono anche celebrati solenni funerali commemorativi.

    Non ebbero purtroppo la stessa sorte i sepolcri di Masaniello e di Aniello Falcone, dei quali non si conosce più l'ubicazione.

    La facciata è stata realizzata nel 1766 su disegno di Giovanni Del Gaizo; si presenta con due ordini architettonici sormontati da una cornice di elegante gusto magnatizio in un qualche modo assai vicina alla facciata della chiesa dei Santi Marcellino e Festo sotto il Gesù Vecchio sulla collinetta del Monterone: la porta di questa è intagliata a traforo e accanto alla facciata si erge il mastodontico campanile comunemente detto di fra’ Nuvolo, eretto sulla fondazione quadrilatera realizzata per disegno di Gian Giacomo di Conforto, in un’espressione voluta da tre diversi ordini architettonici poggiante su di una base solida detta a bozze piane tutte in piperno massiccio innervate direttamente nel sottosuolo cavo, ove, oltre agli avanzi della primitiva radice del campanile, resta l’ultima parte sommersa della sua versione trecentesca andata distrutta dal terremoto del 1456, che stante alla storia di questa chiesa la si ricorda crollata assieme alla chiesa di San Pietro ad Aram alla Duchesca, San Pietro Martire fuori Mezzocannone e la Cappella Palatina al Maschio Angioino.

    Sulla porta piccola si trova un antico organo del 1483 di Lorenzo di Jacopo da Prato, restaurato nel 1549 da Giovanni Tommaso de Majo. Seicentesco è invece l'altro organo di fronte.

    Altre testimonianze artistiche sono rappresentate dalla cappella dell' Assunta, unica testimonianza medievale, il cappellone del SS. Crocifisso, la cappellina di S. Ciro, la cappella di S. Anna, quella delle SS. Teresa e Maddalena de'Pazzi, delle Anime del Purgatorio, quella di S. Teresa o S. Orsola, di San Gennaro e di S. Simone Stock.

    L’interno si presenta a navata unica, con cappelle laterali ed in fondo si apre l’abside con la Cappella della Vergine del Carmelo detta “La Bruna”  per una lunghezza complessiva che dall’ingresso fino all’abside misura settanta cinque metri e diciannove di larghezza; ai due lati dell’unica navata si aprono due file di cappelle interconnesse tra loro; dal pavimento al soffitto l’altezza è di sedici metri.

    Nell'ultima guerra è, purtroppo, scomparso il soffitto ligneo a cassettoni, considerato tra i più belli del rinascimento napoletano.

    Dentro un tabernacolo è conservato un crocifisso di legno che è veneratissimo dal popolo; si narra che il 17 ottobre 1439, durante la guerra tra Alfonso d'Aragona e Renato d'Angiò, un proiettile penetrò nella chiesa diretto verso il crocifisso, e che Gesù abbassò prodigiosamente il capo in modo che solo la corona di spine venne colpita. Il proiettile è visibile nell'ultima cappella a destra.

    Si conserva inoltre il pulpito dal quale Masaniello arringò la folla poco prima di venire trucidato.

     

    Il Campanile

    A destra della facciata un agile campanile con una singolare cuspide a mattonelle maiolicate di Frà Nuvolo, che però disegnò solo la "pera" della lanterna. Danneggiato da uno dei frequenti terremoti napoletani, fu rifatto dal Palamidessa nel 1458 e nel 1459 occorse l'opera di ben cento galeotti per issarvi le campane che vi pose fra Girolamo de Signo. Il campanile, alto 75 m., fu terminato nel 1622 da Giacomo Conforto e solo nel 1745 furono messe in opera la palla e la croce che lo chiudono in alto.

    Ogni anno, il 15 luglio, ricorrenza della Madonna del Carmine, si effettua uno spettacolare  "incendio" del campanile con fuochi pirotecnici.

    Visite guidate Napoli

    Please publish modules in offcanvas position.